Psicanalisi Critica garantisce soltanto che un analista proviene dalla sua formazione. Questa non può esimersi dal confronto con altri saperi e altre esperienze legate a un desiderio di pensiero critico e alla sua messa in atto. È il motivo per cui - seguendo l’idea di un ipotetico percorso - l’esperienza formativa, oltre all’analisi didattica e ai gruppi di clinica, si dirige idealmente verso il dar prova di sé e della propria formazione nell’essere-in-comune.

Esporsi all’Altro diventa ancora e di più la dimensione essenziale della formazione. È qui in gioco una partita che la psicanalisi ha storicamente sempre affrontato e sempre perduto: che cioè gli effetti didattici di una psicanalisi si mostrino innanzitutto dai modi in cui le persone stanno insieme. Questa partita non è una faccenda garantita.

“Comunità senza comunità”, questa è la scommessa di una formazione in Psicanalisi Critica: per dirla seguendo un tracciato che da Bataille porta verso Blanchot e Nancy (vedi il dossier)

La persona si es-pone sia all’interno di Psicanalisi Critica (ricerche, collaborazioni, transfert di lavoro) che all’esterno, tramite la costruzione di esperienze collettive, la partecipazione a scambi con altre realtà psicanalitiche. Ad esempio, il confronto nell’ambito del lavori collettivi del Progetto Libertà e Psicanalisi.

 

 

 


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