Casablanca

 

 

Fermate i soliti sospetti”. Bravo, Louis! Tu che cammini con Rick verso una nuova bella amicizia è la scena che tutti aspettavamo! Non poteva finire con quell’aereo che decolla nella nebbia, concludendo definitivamente l’amore travolgente ed impossibile tra Rick e Ilsa . Una volta i film, soprattutto se americani, finivano bene, ti facevano uscire dalla sala pieno di sentimenti positivi, in pace col mondo, un mondo in cui trionfa il bene, mentre l’amore, anche se irrealizzato, è compensato da ideali più alti: la libertà, la giustizia, l’eguaglianza, la patria. Qui la lotta è fra i francesi umiliati e i bellimbusti tedeschi che spadroneggiano: bisogna barcamenarsi, cercare di mantenersi neutrali, come Rick e Louis, o essere accondiscendenti coi più forti, come le ragazze del locale. Ma quando i bellimbusti pretendono di imporre i loro canti da birreria monegasca, allora basta, Victor prende in mano la situazione e invita l’orchestra a suonare la Marsigliese: come per incanto, tutti scattano in piedi, gli occhi si riempiono di lacrime, anche noi siamo commossi e quasi quasi ci alziamo in piedi idealmente, tutti partecipiamo al piccolo, ma significativo, momento di resistenza, mentre il regista inquadra i volti dei camerieri e delle ragazze, che riacquistano l’orgoglio di essere francesi. Ah, che film quei film! Che mondo quel mondo!

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You must remember this

 

 

Come tanti, mi trovo a tirare in ballo Eco quando devo giustificare il mio affetto per Casablanca. Tra i cento cliché del film che ancora continuano a commuovere le generazioni, c'è sicuramente la musica.

 

Max Steiner, compositore tra i più conosciuti di Hollywood, autore della memorabile melodia di Via col vento, figlioccio di Strauss, allievo di Mahler e Brahms, si aggiudica in questo film la nomination per la colonna sonora. Vincerà The song of Bernadette di Alfred Newman, ma sarà Casablanca a rimanere nella storia.

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f'allo

 

 

La guerra fa.

Vuota, colma, incombe.

Lavora di eco. Di là dal mare si sentono spari e altri reperti.

Di qua, in Marocco, tra un porto e un deserto, la guerra fa il suo lavoro, aspettando altri barbari.

Anche se adesso non è un arsenale bellico a mostrare la muscolatura, ma una pallottola, la cui perdita di realtà non proibisce di arrivare dritta dentro un cuore.

Potrebbe avere il nome di un ricordo, il pallore di un volto, quel proiettile: annunciato da una lettera, come capita ai dolori degli amanti. O forse sono due, con quel nome, così preciso, per essere due fogli scritti che spingono un amore: lettere di transito.

Rick, le hai riconosciute, cosa facciamo adesso, a Casablanca?

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Casablanca, o la rinascita degli dei

 

 

 

"Due settimane fa tutti i quarantenni erano davanti al televisore per rivedere Casablanca. Ma non si tratta di un normale fenomeno di nostalgia. Infatti quando Casablanca viene proiettato nelle università americane i ragazzi di vent'anni sottolineano ogni passaggio e ogni battuta canonica (“fate arrestare i soliti sospetti”, oppure “sono i cannoni o è il mio cuore che batte?”, o tutte le volte che Bogey dice “kid”) con ovazioni riservate di solito alle partite di baseball. E lo stesso mi è accaduto di vedere in una cineteca italiana frequentata da giovani. Qual è allora il fascino di Casablanca?

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