Casablanca

 

 

Fermate i soliti sospetti”. Bravo, Louis! Tu che cammini con Rick verso una nuova bella amicizia è la scena che tutti aspettavamo! Non poteva finire con quell’aereo che decolla nella nebbia, concludendo definitivamente l’amore travolgente ed impossibile tra Rick e Ilsa . Una volta i film, soprattutto se americani, finivano bene, ti facevano uscire dalla sala pieno di sentimenti positivi, in pace col mondo, un mondo in cui trionfa il bene, mentre l’amore, anche se irrealizzato, è compensato da ideali più alti: la libertà, la giustizia, l’eguaglianza, la patria. Qui la lotta è fra i francesi umiliati e i bellimbusti tedeschi che spadroneggiano: bisogna barcamenarsi, cercare di mantenersi neutrali, come Rick e Louis, o essere accondiscendenti coi più forti, come le ragazze del locale. Ma quando i bellimbusti pretendono di imporre i loro canti da birreria monegasca, allora basta, Victor prende in mano la situazione e invita l’orchestra a suonare la Marsigliese: come per incanto, tutti scattano in piedi, gli occhi si riempiono di lacrime, anche noi siamo commossi e quasi quasi ci alziamo in piedi idealmente, tutti partecipiamo al piccolo, ma significativo, momento di resistenza, mentre il regista inquadra i volti dei camerieri e delle ragazze, che riacquistano l’orgoglio di essere francesi. Ah, che film quei film! Che mondo quel mondo!

 

Ma Casablanca è molto altro: è la sigaretta di Bogart, lo sguardo indimenticabile di Ingrid, il pianoforte di Sam e la canzone, quella canzone che ci rimane nella memoria e non riusciamo più ad associare a nient’altro, ogni volta che l’abbiamo ascoltata, ogni volta che l’abbiamo ballata. La sigaretta di Bogart: già, molto politically scorrect ma Bogart senza sigaretta è impensabile, dove sarebbe il fascino dei suoi occhi leggermente strizzati proprio per difendersi dalle nuvole di fumo? E tuttavia all’inizio si presenta come astemio. Bene, pensiamo, almeno in questo il messaggio è positivo: macché, beve eccome e, quando lo fa, precipita nella disperazione e solo Sam sa essergli vicino. E c’è Ingrid, così pulita e luminosa nella sua bellezza, giovane donna già matura e in grado di compiere scelte dolorose. Difficile trovare un’attrice tanto espressiva nelle sfumature: quando il marito dirige la Marsigliese le basta un movimento impercettibile degli occhi perché si capisca il suo orgoglio nell’essergli a fianco e ammirarlo e dedicargli la vita. Del resto lui non è solo il partigiano, l’eroe, il modello, è prima di tutto un uomo profondamente innamorato e disposto a lasciarla libera per amore. Lui e Rick gareggiano in questo: chi è più nobile alla fine, chi ama di più, chi è più forte dentro, chi più capace di rinunciare alla donna amata? La risposta non è scontata, anche se è Victor a salire sull’aereo e Rick a rimanere. Quando vidi il film per la prima volta (ero una fanciulla romanticona), rimasi delusa, sperai che ci fosse un ultimo colpo di scena, magari lei che, dopo essere salita, si slancia giù dalla scaletta e corre verso l’amore, scegliendo il rischio dell’ignoto anziché la logica del dovere. Ora non so più o, meglio, mi sta bene il finale così com’è, invecchiando si capiscono altre cose.. Quel finale chiude una storia e ne apre un’altra, la storia dell’amicizia, dell’essere se stessi, del non aver più bisogno di fingere neutralità, dell’andare a testa alta. Non è poco.

 

As time goes by, mentre il tempo scorre inesorabilmente e ci chiede continuamente di scegliere. Come Sam, che ha scelto una strada precisa: sempre vicino a Rick, al suo amico-padrone. Già, gli americani, anche quando sono animati da buone intenzioni, si portano sempre dietro il retaggio della guerra civile, dei padroni e degli schiavi, dei neri fedeli, dei neri emancipati ma non troppo, sempre rispettosi e silenziosi. Abbi pazienza, Sam, sappiamo che seguiresti Rick in capo al mondo, ma fra poco più di vent’anni qualcuno ti inviterà a sognare un mondo diverso, senza schiavi né padroni, e sarà ucciso per questo sogno. E i tuoi nipoti vedranno un presidente nero, che cercherà di realizzare quel sogno, in un mondo pieno di nuove inquietanti minacce. Ma per il momento a Sam sta bene così, il pianoforte è la sua libertà, Casablanca il suo ideale ritorno a casa. As time goes by..