PERIFERICO

Se la posta in gioco di un’analisi è una bella e difficile libertà, trovo entusiasmante l’idea di un dis-uso di sé, che non è un’assenza d’opera, ma uno spazio non piegato agli utili, un vuoto incredibilmente parlante. 

Alberto Zino

Nell'era della dis-posizione con/centrata all'utile negli spazi sia fisici che virtuali e in cui i s/oggetti  sono presenti solo a se stessi,  le parole della psicanalisi errano molto volentieri, ospiti inquietate ed inquietanti di un luogo che rimette in questione la dimensione pubblica dello spazio e in cui l'incontro dei soggetti si dà nella transizione dinamica della voce.

 

Il nostro direttore Alberto Zino sarà presente nell'installazione vocale Il rumore di lettere di passaggio - otto frammenti.

Riportiamo di seguito il testo ufficiale dell'evento.

 

Periferico continua a esplorare gli spazi insoliti della città e a rileggerli attraverso interventi artistici site-specific. Per la sua VI edizione, Periferico ha scelto uno spazio in disuso, il grande edificio comunale che ospitava le Poste in via dell'Abate, di fianco alla stazione dei treni. È uno spazio misterioso che conserva fisicamente le tracce di un passaggio non troppo lontano, eppure già marcato fortemente da un lungo stato di abbandono. 
Abbiamo immaginato le ex-Poste come un campo lasciato a maggese, come un grande spazio pubblico in attesa di essere nuovamente seminato: dopo un’anteprima presentata il 20 ottobre 2013, Amigdala invita il pubblico a prendere parte a un percorso di avvicinamento e “riattivazione” dello spazio che culmina in Ex Post, due giorni di apertura il 24 e il 25 maggio.

Ex Post è costruito come un'azione performativa unica, creata simultaneamente da tutti coloro che hanno scelto di farne parte (dalle curatrici ai tecnici, dagli artisti al pubblico) ed è originata dalla domanda: cosa significa ri-abitare uno spazio pubblico? Una domanda che abbiamo poi posto anche a: un'orchestra, dei portalettere, delle mamme, dei bambini, un illustratore, una compagnia teatrale, un'urbanista, un antropologo, un’economista, un gruppo di danzatori, un ingegnere, dei musicisti, un coro, un video-maker, uno psicoanalista, uno scrittore.

Il 24 e 25 maggio, le ex-Poste riapriranno per accogliere il pubblico che sarà dotato di una mappa e potrà visitare liberamente i dodici interventi artistici che attraversano i linguaggi contemporanei del teatro, della danza, della musica e delle arti visive. Ogni persona è libera di seguire il proprio percorso attraverso le installazioni, di assistere a una performance, di incontrare una danzatrice in una pausa di lavoro, creando così una personale drammaturgia della performance, in uno spazio nuovamente acceso dalla presenza di oltre cinquanta artisti che lavoreranno contemporaneamente.

In questa co-abitazione, l’edificio delle ex-Poste ci ha dettato i suoi limiti e le sue caratteristiche: poca o nulla energia elettrica, spazi luminosi e antri bui, il rumore dei treni di passaggio, molta polvere e numerose tracce della sua precedente funzione. Allo stesso modo, abbiamo voluto che i processi del lavoro artistico fossero nudi come lo spazio stesso, i meccanismi della messa in scena trasparenti, l’opera d’arte abitata dallo spettatore invece che pre-confezionata. Pubblico, artisti e tecnici condivideranno un’esperienza unica e irripetibile: un innesto di cura in uno spazio pubblico abbandonato.

Tutto questo porta con sé una certa dose di imprevisto.

Ci auguriamo che sia fecondo.

 

Per info :

www.amigdala.mo.it

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